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Il progetto Il terremoto Il recupero Gli obiettivi
Il ruolo dei geometri

Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968 Salemi venne gravemente colpita dal terremoto che distrusse la Valle del Belice. A seguito dell'evento sismico, Salemi vide decentrare la sua urbanizzazione nella zona a valle della collina, denominata “Paese nuovo”. In concomitanza del terremoto, Salemi donò, altresì, a Gibellina dei terreni pianeggianti, sui quali è stata costruita la città di Gibellina nuova. Salemi è un’antica città abbarbicata sulle pendici del Monte delle Rose tra i fiumi Mazzaro e Grande, sul luogo dell'antica Halicyae, città sicana alleata a Segesta. L'imponente Castello Normanno, la matrice barocca, il complesso della Chiesa e del Collegio dei Gesuiti assieme al quartiere ebraico costituiscono le principali attrattive della cittadina medievale, dove il sentimento popolare di solidarietà, frammisto alla religiosità, trova la sua massima espressione alla conservazione di talune feste popolari, come la festa di S. Giuseppe, ricorrente il 19 marzo in occasione della quale vengono allestiti degli altari chiamati "cene", adorni di arance, limoni e pane artisticamente lavorato.

Salemi è caratterizzata da segni, come il quartiere arabo del Rabato e il quartiere ebreo della Giudecca, che sono oggi la testimonianza dell'integrazione culturale fra i popoli che nei secoli passati qui hanno convissuto. Salemi è un comune della provincia di Trapani, che sorge nel cuore della Valle del Belice con circa 11.500 abitanti. L'economia di Salemi è basata principalmente sull'agricoltura e sulla commercializzazione dei prodotti relativi (vino, grano, olio, agrumi). Importante è anche il settore dell'allevamento. Sono presenti piccoli industrie di materiali da costruzione.